Uncinetto a forcella

Qualche giorno fa ho comprato finalmente la forcella!!!! :-)

… e quindi mi son subito fiondata su youtube per cercare spunti e dare un’occhiata alle diverse tecniche… non so ancora cosa ci farò, ma intanto voglio sperimentare.

Ho trovato svariati video sull’utilizzo della forcella, che come saprete si usa con l’uncinetto e che permette di fare delle strisce che poi vengono unite con diverse tecniche. Fra i vari video ne ho trovato uno (in due parti) semplicemente stupendo, che spiega ben 11 modi diversi per fare le fasce con la forcella, come potete vedere nelle due immagini qui sotto

ForcellaVarianti1

ForcellaVarianti2

I video sono opera del sito tejiendoperu e questa è la loro pagina facebook…io sono subito diventata fan :-)

Ed ora basta con le parole, ecco a voi i video, che sono in spagnolo ma son semplicissimi perchè spiegati passo passo, quindi buona visione e buona sperimentazione! ;-)

Uncinetto e maglia, sono una malattia?

In uno dei commenti al mio post “10 buoni motivi per NON acquistare handmade“ paolo48  mi ha dato della pazza drogata :-) ed io, che fortunatamente sono dotata di una grande autoironia gli ho confermato sia la mia follia, che la mia dipendenza… dalla lana, ma per la precisione dall’uncinetto, visto che non disdegno affatto gli altri filati come il cotone e gli acrilici… e non a caso chiamo il mio amico Giancarlo (proprietario della merceria nella quale acquisto i filati) il mio spacciatore di fiducia ;-)

In generale i cosidetti hobby creativi sono la mia grande passione, l’atto della creazione infatti mi da grandi soddisfazioni, in senso artistico intendo perchè il lato economico è assolutamente disastroso e, in un certo senso, lo sento come una forma di meditazione. Infatti quando sono immersa nel mio mondo creativo sto bene, mi sento in pace e felice, perciò penso che mai potrei rinunciare a questa forma di autoaiuto ed autocura che mi aiuta anche a disintossicarmi dallo schifo che vedo in questo pazzo mondo. Questo mondo nel quale prevale il consumismo e la disinformazione, nel quale chi ci dovrebbe tutelare ci riduce in schiavitù (stato), chi ci dovrebbe proteggere ci mangannella (forze dell’ordine), chi ci dovrebbe curare ci fa ammalare (case farmaceutiche), chi ci dovrebbe informare fa solo pettegolezzo politico per distraci e manovrarci (mass-media).

Comunque tornando alla mia dipendenza :-) malattia della quale sicuramente anche molte di voi “soffrono”, vi voglio far vedere un video veramente carino, che la mia cara amica Giuppy Uccello, bravissima fotografa e grafica, mi ha postato ieri su facebook.

Buona visione! :-)

N.B. “Finchè c’è lana c’è speranza!” ;-)

Metamorfosi a Floridia: Baratto, Mercatino delle pulci e Artigianato per un consumo etico e sostenibile!

Chi mi segue sul blog sa che amo il riciclo creativo e che ci tengo molto a certi valori… ovviamente non sono la sola, per fortuna :-) Infatti le persone sensibili a certi temi sono sempre di più, ed in tutto il mondo nascono continuamente varie associazioni culturali che, senza alcuna sovvenzione, organizzano manifestazioni per diffondere la cultura in ogni sua forma, dal rispetto verso la natura, all’organizzazione di eventi culturali ed artistici di vario genere…

Ho avuto la fortuna di trovare degli amici con i miei stessi interessi, persone motivate a fare qualcosa in prima persona, smettendola di lamentarsi se le cose vanno male… dopotutto è vero che il mondo si può cambiare così… se ognuno di noi nel suo piccolo fa la sua parte il mondo, che è fatto da tutti noi, di conseguenza migliora! :-)

Per questo il mese scorso, nella nostra città Floridia, in provincia di Siracusa, abbiamo fondato l’Associazione culturale Metamorfosi. Oltre al sito, abbiamo anche la pagina facebook, quindi vi invito a mettere “mi piace” per seguire il nostro lavoro. La nostra prima iniziativa la potete vedere nella locandina qui sopra.

Visto che “il consumismo ci sta consumando” è ora di rallentare un po’ e di fermarsi a riflettere…

Quanti oggetti abbiamo in casa che non utilizziamo? E perchè non barattare questi oggetti per noi inutili con altri per noi utili, che sono però inutili per altre persone? :-) Insomma un giro di parole per far capire che ciò che a noi non piace o non serve, può piacere e servire ad altre persone e quindi perchè non barattarli? :-) Vi ricordo che ebay ha fatto la sua fortuna proprio seguendo questo principio…

Perciò domenica 23 novembre saremo in piazza Umberto I a Floridia (Sr) dalle 10,00 del mattino alle 20,00 di sera con il nostro banchetto del baratto, ma non solo.. infatti ci sarà anche il banchetto del mercatino delle pulci e diverse bancarelle di artigianato, che, come potete leggere nel mio post precedente, il più seguito e commentato finora, racchiude in se’ diversi valori da portare avanti, in contrasto con il consumismo sfrenato, con gli oggetti senz’anima che si trovano nei centri commerciali e che sfruttano, per essere venduti a prezzi bassi la dignità delle persone ed il loro lavoro, molto spesso minorile.

Vi aspetto quindi domenica! Portate i vostri “oggetti inutili” (ma puliti e funzionanti perchè faremo una selezione!) e prendete ciò che vi serve dal banchetto del baratto, ed approfittatene pure per acquistare i vostri regali di Natale fatti a mano con amore!

Vi ricordo che saremo in piazza anche domenica 23 dicembre e domenica 6 gennaio e che abbiamo intenzione di esserci anche nei mesi seguenti, a partire da febbraio tutte le ultime domeniche del mese!

E allora che dite BarattiAmo? :-)

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AGGIORNAMENTI: Un articolo di oggi 24 Novembre sul Giornale di Sicilia :-)

10 buoni motivi per NON acquistare handmade

Foto: photopin.com

Spesso cambiare punto di vista aiuta ad aprire nuovi orizzonti, perciò spero che questo post vi faccia riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

Pensateci bene prima di acquistare i vostri regali di Natale leggendo questi 10 buoni motivi per NON acquistare prodotti artigianali ;-)

1) se acquisti un prodotto UNICO la gente potrebbe pensare che anche tu sei unico… meglio uniformarsi alla massa e belare in coro, non credi?

Handmade = UNICITA’

2) se acquisti un prodotto handmade ci sono molte probabilità che l’oggetto acquistato duri nel tempo…. molto meglio comprare cose di scarsa qualità e che si rovinano subito, così puoi buttarle, cambiare più di frequente il tuo guardaroba e contribuire ad ingrandire le discariche!

Handmade = QUALITA’

3) se acquisti un prodotto fatto a mano è molto probabile che ti costi di più perchè devi pagare la qualità dei materiali utilizzati e la manodopera, oltre che l’originalità del pezzo… molto meglio acquistare roba da poco dai cinesi e sfruttare la manodopera minorile, giusto?

Handmade = ETICA – RISPETTO DEL LAVORO

4) è molto meglio acquistare prodotti di grandi marche, delle multinazionali che riescono a farci prezzi molto bassi e distribuiscono tutto in serie, se poi per farlo devono sfruttare il lavoro minorile e quello del terzo mondo a noi non interessa… se infatti le multinazionali hanno in mano le redini del mondo e controllano tutte le risorse è perchè se lo son meritati soprattutto grazie al nostro contributo… è vero ci considerano solo consumatori, con in fronte un codice a barre, ma di fatto noi lo siamo, non ci facciamo molte domande sul perchè certe cose costano così poco e su chi di fatto paga il conto, non è forse vero?

Handmade = VALORI

5) acquistando un prodotto fatto a mano c’è il rischio che i pezzi per produrlo siano riciclati, ma noi siamo nell’era del consumismo sfrenato, perciò bisogna adeguarsi!

Handmade = ECOSOSTENIBILITA’

6) acquistando prodotti handmade si contribuisce a portare avanti certe antiche tradizioni, ma basta con ste tradizioni! Meglio lasciarci alle spalle la nostra storia, il passato è passato ed è meglio dimenticarlo per sempre, dal passato non si impara nulla, giusto?

Handmade = TRADIZIONE

7) acquistando handmade si supportano persone che creano perchè amano farlo, perchè provano gioia nel creare… ma noi sappiamo bene che il lavoro deve essere solo sfruttamento e fatica, quindi meglio favorire le multinazioneli, giusto?

Handmade = LAVORO A MISURA D’UOMO

8) se acquisti un prodotto fatto a mano hai la certezza che quel prodotto sia stato fatto a casa o nel laboratorio del creativo/artigiano, un luogo quindi dove regnano la serenità, l’armonia, i colori, la musica… ma i luoghi di lavoro, si sa, devono essere posti sporchi, rumorosi, stressanti, nei quali non si ama stare, dai quali non si vede l’ora d’andare via… perciò chi fa un lavoro che ama in un posto sereno va contro le regole del lavoro, non credi?

Handmade = PIACEVOLEZZA DEL LAVORO

9) acquistare prodotti fatti a mano significa contribuire alla diffusione della fantasia, della creatività, dell’arte e questo potrebbe contribuire ad ispirare nuovi artisti e creativi… ma lo sanno tutti che l’arte e la creatività non servono a niente, giusto?

Handmade = FANTASIA – CREATIVITA’ – ISPIRAZIONE

10) i prodotti handmade necessitano di cura e amore durante la loro paziente realizzazione, requisiti dei quali a noi  non frega niente, giusto?

Handmade = AMORE E CURA PER IL DETTAGLIO E NELLA REALIZZAZIONE

quindi repilogando

se vedi un prodotto artigianale che ti piace non acquistarlo perchè faresti il loro sporco gioco, il gioco di chi (come me ;-) ) vorrebbe un mondo più a misura d’uomo, un mondo meno inquinato, più colorato e pieno d’amore, un mondo nel quale non si sfrutta il lavoro altrui, un mondo nel quale si da importanza alla singolarità delle persone, alla fantasia, alla creatività, allo spirito, un mondo nel quale si va contro le multinazionali che come sappiamo sfruttano le risorse della terra…  perciò rifletti bene prima di fare i tuoi acquisti di natale (e non solo) ;-)

Uncinetto iperbolico: finalmente una chiara spiegazione della geometria iperbolica

Quando mi capita di trovare sul web un post interessante, ben fatto, chiaro, stimolante, utile, insomma un articolo degno della prima pagina su google, lo condivido e lo pubblicizzo con molto piacere. Se poi questo post viene da un blog altrettanto valido meglio ancora! :-)

E’ quello che voglio fare oggi, incollando uno stralcio dell’unico post veramente chiaro che ho letto sulla geometria iperbolica, quella da cui nasce la tecnica che amo/amiamo tanto :-) dell’uncinetto iperbolico.

Il post di cui vi parlo è stato postato nel meraviglioso blog di Crochet Circus e lo potete leggere per intero cliccando qui. La parte che copio e incollo qui sotto è la descrizione della geometria iperbolica, descrizione che l’autrice del blog ha fatto in modo superlativo, io non avrei saputo fare di meglio, perciò complimenti!!!

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“[...] premessa sulla geometria iperbolica

Definiamo, intanto il concetto di curvatura nulla, positiva o negativa di una superficie.

(Ci viene in aiuto il Prof. Lazzarini che nel suo utilissimo blog ci dà spiegazioni molto intuitive, che qui sotto riporto per intero).

L’idea è quella di “schiacciare” la superfice sul piano. Quando cerchiamo di “appiattire” una superficie curva si danno tre possibilità:

Riusciamo ad appiattire la superfice, senza operare lacerazioni o sovrapposizioni. Diremo in questo caso che la superfice ha curvatura nulla (cioè in tutti punti della superficie la curvatura è nulla). Ad esempio qualsiasi regione di superfice cilindrica può essere resa perfettamente piatta ed ha quindi curvatura zero. Riflettete sul fatto che una superfice cilindrica può ottenersi arrotolando un foglio di carta. Può dispiacere ma le cose stanno proprio così: esistono delle superfici che siamo abituati a considerare curve ma che, tecnicamente, vanno considerate prive di curvatura.

Non riusciano ad appiattire la superfice, perchè dovremmo operare delle lacerazioni. E’ quello che accade, ad esempio, con una regione di superficie sferica; possiamo pensare, affidandoci all’intuizione, che in questo caso ci sia “meno superficie” di quanto ne serva per essere appiattita. In questo caso diremo che la superficie ha curvatura positiva.

Nella fotografia seguente vedete un pallone che è stato tagliato a metà, lungo una circonferenza massima. Provate ad appiattirlo: non ci riuscirete.

L’unico modo è quello di operare dei tagli radiali come vedete nella fotografia seguente (maggiore è il numero dei tagli, maggiore sarà l’aderenza al piano).

Come vedete tra un taglio e l’altro della superficie si vengono a creare degli spazi che corrispondono a superficie mancante.

Non riusciano ad appiattire la superfice, perchè dovremmo operare delle sovrapposizioni. E’ quello che accade, ad esempio, con una regione di superficie a forma di sella; possiamo pensare, affidandoci di nuovo all’intuizione, che in questo caso ci sia “più superficie” di quanta possa stare nel piano. In questo caso diremo che la superficie ha curvatura negativa.

Nella fotografia seguente vedete una superficie a sella.

Potete ottenerla facilmente procedendo in questo modo. Disegnate su un foglio di carta un cerchio e un settore circolare con lo stesso raggio del cerchio e un’ampiezza, diciamo, di 60 gradi (vedi figura seguente). Ritagliate il cerchio e il settore. Tagliate il cerchio lungo un suo raggio in modo che presenti una fessura. Inserite nella fessura il settore e fissatelo ai bordi della fessura con del nastro adesivo trasparente. Naturalmente questa operazione di inserimento non è possibile se si rimane nel piano (stiamo pretendendo di inserire altri 60 gradi in un angolo giro); ma potremo farlo se lascieremo flettere la superficie nella terza dimensione. Otterrete così una superficie a sella (è opportuno applicare del nastro anche sull’altra faccia della superficie). La realizzazione di questo modello è molto istruttiva: vi siete resi conto che una sella invade “più superficie” di quanta possa stare nel piano.

Ora provate ad appiattire la vostra sella sul piano, ad esempio appoggiandoci sopra un libro: vi renderete conto che si formano delle pieghe, delle sovrapposizioni, come vedete nella fotografia seguente.

Rieman nel 1854 dà questa definizione: “La Geometria Iperbolica può essere considerata la geometria intrinseca di una superficie con curvatura costantemente negativa che si estende indefinitamente in tutte le direzioni”. Su questo assunto si basa tutta la ricerca dei matematici che negli anni si sono dedicati a trovare la superficie iperbolica completa. Infatti, mentre è possibile trovare in natura esempi di superfici costantemente negative.

Tali superfici, purtroppo, non hanno la caratteristica di estendersi all’infinito. I matematici per molto tempo, dunque, asserirono, che non era possibile ottenere nello spazio a tre dimensioni euclideo, una superficie completa di un piano iperbolico (una superficie con curvatura costante negativa estesa all’infinito).

Nel 1954 Kuiper (un matematico tedesco) ipotizzò che una tale superficie potesse esistere, ma non spiegò come la si potesse costruire. Fu William Thurston nel 1970 ad avere l’idea di utilizzare strisce di carta (definite “anuli”) per descrivere un piano iperbolico nello spazio tridimensionale.

Taimina, nel suo libro spiega come realizzare il modello di carta con gli “anuli” , come descritto nella foto sopra.

Dal modello in carta Daina fu ispirata per realizzare il suo modello ad uncinetto; studiando gli anuli di carta, infatti, ella capì che, lavorando in modo da aumentare il numero di maglie in modo costante da una riga all’altra, e seguendo una definita proporzionalità, si otteneva un piano iperbolico sotto forma di modello ad uncinetto.

Il concetto è semplice e rivoluzionario al tempo stesso, perchè attraverso l’uso di una tecnica casalinga e alla portata di tutti, come l’uncinetto, si riesce a realizzare un modello tridimensionale che era stato considerato dagli studiosi irrealizzabile.”

Fonte: Crochet Circus

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E allora?

Che ne pensate?

Ora si che si capisce cos’è la geometria iperbolica!

Grazie ancora a Crochet Circus!!!

Uncinetto e riciclo: il tutorial degli ovetti amigurumi

L’uncinetto è uno strumento estremamente versatile e col quale si possono usare diverse tecniche, una di queste è quella dell’amigurumi.

E’ una tecnica molto semplice con la quale si creano di solito pupazzetti da riempire con l’imbottitura. Si basa su giri a spirale di punto basso, lavorato con un uncinetto piccolo in modo da rendere compatto il lavoro e non far uscire fuori l’imbottitura.

Navigando sul sito di issuu di cui ho già parlato qui, qui e qui, ho trovato il tutorial per fare i carinissimi ovetti che vedi nell’immagine qui sopra. Questi invece di essere riempiti di ovatta, si usano con gli ovetti di plastica che si trovano dentro le uova di cioccolato e quindi ci offrono pure l’opportunità di riciclare! :-)

Si possono usare come portachiavi, portamonete e per contenere piccoli oggetti, come ad esempio minuterie da gioielleria (monachelle, anellini, ecc), puntine da disegno, spillette di sicurezza, aghi, spilli, bottoncini o tutto ciò che ti passa per la testa! :-)

Le spiegazioni sono in doppia lingua, italiano e inglese e gli ovetti si fanno in brevissimo tempo e con le rimanenze di filato che abbiamo in casa, quindi se vuoi sperimentare la tecnica dell’amigurumi sono l’ideale come primo progetto.

Per sfogliare l’ebook gratuito di issuu clicca qui.

Buon divertimento!

Espositore temporaneo per cappelli

Chi ama creare e ogni tanto fare qualche bancarella come me, sa che l’esposizione delle proprie creazioni è di fondamentale importanza!

L’esposizione è sempre importante, ma in particolare quella dei cappelli che, se non hanno un supporto adatto si afflosciano su se stessi e non rendono per niente l’idea della loro forma e bellezza.

Le soluzioni possono essere diverse, ad esempio appallottolare della carta e metterla dentro i cappelli. Oppure usare delle testine. Ci sono ad esempio quelle in polistirolo che hanno un prezzo abbordabile e tengono il cappello in forma. Oppure si possono riciclare le testine che usano i parrucchieri per provare i tagli, testine che, una volta inutilizzabili (per loro) vengono buttate! Quindi basta mettersi d’accordo col proprio parrucchiere e, una volta che le testine a loro non servono più, passare a fargli una visitina per poterle riciclare :-) come faccio io, usandole per i miei cappelli, come potete vedere dalle foto che trovate cliccando qui o sulla mia pagina facebook qui e qui.

Ma quando i cappelli son tanti l’uso delle testine diventa poco pratico perchè sono ingombranti e sommandone diverse pure pesanti. Inoltre per esporre tante testine bisogna avere un tavolo di grandi dimensioni, perciò come fare?

Beh, ci ho pensato un po’ ed alla fine ho trovato una soluzione per l’esposizione temporanea dei miei cappelli.

Se vi state chiedendo perchè temporanea, eccovi la risposta…

Perchè una volta finita l’esposizione si ritorna a casa leggeri…. leggeri come palloncini! :-)

Come infatti potete vedere dalle due foto qui sopra basta gonfiare i palloncini, fare passare il cappio nel centro del cappello (in alto) ed appenderlo con una spilla di sicurezza in modo da poter sfruttare lo spazio anche in altezza. Una volta terminata l’esposizione farete felice qualche bambino regalandogli i palloncini! :-)

Che ne dite vi piace come idea?

Avete trovato anche voi qualche soluzione originale?

Fatemi sapere! E se volete adottare la mia idea mandatemi qualche foto della vostra esposizione temporanea di cappelli!

Buona creatività a tutte! :-)

I tutorial di Halloween

Tra qualche giorno è Halloween e quindi ecco a voi qualche tutorial trovato nel web :-)

 Iniziamo con le classiche zucche!

Cliccando qui troverete un tutorial in italiano che spiega passo passo, come intagliare la zucca da mettere davanti casa, quella illuminata con la candelina dentro, che crea l’atmosgfera giusta! ;-)

 Ed ora ecco a voi la carinissima zucca portadolcetti fatta all’uncinetto.

Il tutorial è in inglese e lo trovate qui.

Ecco un altro portadolcetti molto carino, a forma di scopa. Come si vede dalla seconda immagine occorrono 2 sacchetti di carta, un ramo di legno che farà da manico, un po’ di spago e naturalmente i dolcetti da mettere dentro. Il tutorial originale in inglese è qui.

E che dite di questo fantasmino?

Ecco cosa serve per realizzarlo:
Amido liquido
Garza
Bottiglie di plastica
Carta velina (domopack)
Occhietti ballerini

Farlo è semplicissimo ed il tutorial è pure in italiano, lo trovate cliccando qui.

Ed ora passiamo al vestiario.

Che ne dite delle meravigliose scarpe da strega che vedete nell’immagine qui accanto?

Essendo una vera strega :-) non posso che esserne entusiasta!

Vi basterà modificare un paio di scarpe che avete in casa, seguendo il tutorial in inglese che si trova qui, ed il gioco è fatto!

Il cappello da strega non poteva di certo mancare!

Quello che vedete nella foto accanto è semplicissimo da fare, basta un po’ di feltro e di colla a caldo. Il tutorial è qui, è in inglese ma ci sono le foto dei vari passaggi, perciò è semplicissimo da seguire anche per chi non conosce l’inglese!

L’anno scorso ho fatto un cappello da strega ed una borsa. La borsa è venuta fuori dal riciclo di un vecchio vestito estivo ed il cappello in realtà l’ho solo modificato.

  Infatti ne avevo uno in casa, uno di quelli che trovate a pochi euro… mi sembrava un po’ troppo misero e volevo aggiungerci delle ragnatele e dei ragnetti ed allora mi è venuta l’idea di usare le spugne che si usano per lavarsi, quelle a forma di rete. I ragnetti li ho fatti con la carta e li ho attaccati sopra con un po’ di colla. Il risultato lo potete vedere qui accanto, che ne dite?

Guardate ora questo video che spiega passo dopo passo come creare il trucco della sposa cadavere. E’ in inglese ma non serve capire cosa dice, basta seguire i vari passaggi ed avere la giusta manualità :-)

Cliccando qui invece potete trovare altri trucchi di Halloween, come il gatto, la strega buona dell’est, la vampira sexy, Sally la bambola di Nightmare Before Christmas, e lo zombie.

Buon Halloween a tutti! :-)

Un grazie di cuore a Crochet Circus! <3

Ieri sera ho avuto una bella sorpresa! :-)

Nella mia pagina facebook ho trovato il link ad un post di Crochet Circus, un blog che seguo da un po’ anche e forse soprattutto atraverso la sua pagina facebook e che vi consiglio caldamente di seguire!

Questo brevissimo post quindi è un ringraziamento pubblico a Crochet Circus, per l’articolo che potete leggere qui. <3

Riciclare un mappamondo

Ribloggato da RicicliAmo:

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Dopo le tante ricerche effettuate nel web abbiamo deciso di raccogliere un po' di idee molto interessanti per riciclare il mappamondo, quella sfera di plastica che rappresenta il nostro pianeta che si trova nella vostra cantina ed alla quale siete sentimentalmente troppo legati per buttarla (ma si sta deteriorando tra la polvere).

Siamo sicuri che riuscirete a trovare l'idea più adatta per la vostra casa!!

Diverse idee carine per riciclare un mappamondo!