Ti svelo il mio trucchetto per fare cappelli della misura perfetta

testineChe i cappelli sono il mio pallino ormai lo sanno pure le pietre 😉

E quando li faccio per me o per qualcuno che ha la testa della mia dimensione nessun problema, li provo sulla mia capoccia 😉 man mano che procedo col lavoro, perché a me non piace seguire schemi, mi piace piuttosto crearli e quindi c’é sempre da sperimentare, provare, disfare, ecc.

Ovviamente si puó usare il metro per misurarli, ma col metro la cosa é un po’ complicata, perché la lana cede quando indossata e quindi questa cosa é da considerare… ma ci sono le testine direte voi!

Beh certo che si, benedette testine e chi le ha inventate, ma dovremmo avere a casa testine di tutte le dimensioni, cosa dispendiosa e che necessita pure di molto spazio e allora come fare?

Ecco a voi una soluzione molto ma molto economica e super funzionale, i palloncini!!!!

palloncinomisuracappelliSAM_0612Basta gonfiare un palloncino, prendere la misura col metro e, eventualmente sgonfiare o gonfiare il palloncino fino ad ottenere la misura desiderata e poi fare il nodo ed il gioco é fatto, semplice no?

In queste due foto puoi vedere un cappello da neonato, non ancora finito….

I palloncini li ho usati pure in bancarella come espositori temporanei, come puoi vedere qui.

Prova e fammi sapere come ti sei trovata col mio trucchetto 😉

 

 

 

Cos’è l’arte?

Pócs Judit

Innanzitutto vorrei fare una doverosa premessa. Qualsiasi parola ha un significato diverso per ogni persona. E questo vale per tutte le parole… prova per esempio a pensare alla parola amante, cosa evoca in te? Qualcuno penserà al proprio marito, o moglie, qualcuno invece alla persona con la quale ha una relazione extraconiugale, qualcuno vedrà in questa parola un significato positivo e qualcun’altro invece negativo. Tutti noi abbiamo delle esperienze di vita e queste, quando pronunciamo qualche parola vengono evocate.

La parola bellezza per esempio, è una di quelle più soggettive in assoluto! Per quel che mi riguarda, la bellezza implica diversi fattori, e spesso, paragonando fra loro due persone considerate belle dalla maggior parte della gente, mi trovo in disaccordo con le loro opinioni, per me è più bella una, per la maggior parte è più bella l’altra. Il caso lampante, quello che mi viene per primo in mente è quello di Brigitte Bardot e Sofia Loren, due donne della stessa età…. e non mi riferisco a quando erano ragazze, ma alla loro bellezza attuale. Per me Brigitte Bardot, che ha accettato con serenità il passare del tempo, è molto ma molto più bella e profonda della “innaturale plasticosa” Sofia Loren. Questo anche perchè, nel mio caso, il concetto di bellezza è molto vincolato, filtrato e definito dalla bellezza interiore, che trapela dagli occhi, oltre che dalle azioni. Quindi le rughe, i miei occhi non le vedono neanche, o meglio le vedono sotto un aspetto diverso, quello che fa parte del percorso spirituale e di vita della persona, quindi è un qualcosa in più, qualcosa che accentua la bellezza e non qualcosa che la sminuisce. Per spiegare meglio questo concetto mi aiuto con una citazione dell’attrice Anna Magnani che diceva “Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care.

Fatta questa fondamentale premessa, passiamo al concetto di arte, parola secondo me molto inflazionata e spesso usata in modo inappropriato… tempo fa vidi un documentario sulle opere esposte nei più grandi musei del mondo, e sai che ti dico? Che se quelli li sono artisti, l’arte è morta! Io conosco gente, sia di persona, che virtualmente su facebook, che quei figli di papà lì, se li mangia a colazione! Si, figli di papà, perchè guarda caso, tutti questi “artisti”  super quotati erano figli di ricchi industriali, di modelle famose, di stelle dello spettacolo e del cinema, caso strano?

E quindi cos’è sta benedetta arte?

Secondo me è ciò che potete leggere entrando nel mio blog, ovvero la citazione di Susan Sontang. Quando apri questo blog,  cercai una bella citazione da inserire (si, mi piacciono molto le citazioni 🙂 ) e fra le tante, quella di quest’artista, che sinceramente non conosco neanche, fu quella che mi colpì immediatamente… Quando penso a me stessa per esempio, non mi definisco artista, sento solo di avere un forte spirito artistico e per me son due cose distinte e separate. Artista per me è De Chirico, è Tom Yorke, è Richard Linklater, è William Burroughs ed io, non mi sento proprio di mettermi al loro fianco… Lo spirito artistico invece è una cosa diversa, è quello che mi fa volare, che mi fa commuovere di fronte alla bellezza, anche a quella della natura, che mi spinge a creare senza farmi paranoie sul risultato finale, in modo libero, che mi spinge a mettere in pratica idee, spesso bizzarre, per il puro gusto di farlo! 😉 E’ come con la scrittura, chi scrive il proprio diario personale non è di certo uno scrittore.

L’arte per me è una cura per l’anima. Quando creo qualcosa entro in uno stato mentale simile a quello della meditazione o dell’ipnosi, è un’altra dimensione, dove le leggi fisiche, come la forza di gravità, non esistono, dove le emozioni prendono letteralmente forma, dove si riesce a trasporre su materia ciò che materiale non è…

E l’arte secondo me ha assoluto bisogno di follia! Tutti noi, ognuno con la propria personalità, siamo dominati dagli archetipi e, a tal proposito ti consiglio un libro veramente illuminate, uno dei pochi libri che io definisco come una delle mie bibbie, “Risvegliare l’eroe dentro di noi” di Carol Pearson. Uno degli archetipi più attivi in me è proprio il folle 🙂 e, come tutti gli archetipi, se noi non gli permettiamo di esprimersi, lui lo farà comunque, ma nella sua forma ombra, ovvero quella negativa….  Perciò se sono per la strada e mi vien voglia di abbracciare un albero, lo faccio! Come l’ho fatto la prima volta a Roma, vicino la stazione Tiburtina, almeno 20 anni fa… me ne son fregata di quello che poteva pensare la gente ed ho seguito il mio folle interiore….  e quell’albero che ho abbracciato, mi ha donato un grande amore, riuscendo a cambiare totalmente il mio stato d’animo, che è passato in pochi minuti da depresso a ricco di gioia e d’amore! Eh si, anche la natura, come l’arte, può fare grossi miracoli, prova e vedrai! 😉 Adesso quindi puoi capire meglio il significato che ha per me quella citazione…

L’arte è una cura per l’anima, ed è una cura per chi la fa e pure per chi la ammira. Serve a riequilibrare le brutture che i mass-media (armi di distrazione di massa) ci propinano tutti i giorni, brutture che a volte ci fanno perdere la fiducia nel genere umano, ci fanno sentire impotenti e fanno prevalere in noi le emozioni negative, come la paura o la disperazione…

E quindi equilibriamoci di più, regaliamoci e diffondiamo più bellezza, facciamo cantare di gioia la nostra anima, noi ne abbiamo bisogno, il mondo intero ne ha bisogno, soprattutto adesso…

Ed ora basta, chiudo col mio fiume di parole e lancio la mia freccia, prendo la mira diritto al tuo cuore e spero che tu possa innamorarti, come è capitato a me ieri sera, delle meravigliose opere di Pócs Judit secondo me una Grande Artista!

Cinzia questo post è dedicato a te, grazie di cuore! ❤

"Riflesso dell'Anima" 50x40 cm Tecnica mista su tela

“Riflesso dell’Anima”
50×40 cm
Tecnica mista su tela

 N.B. Questo post è nato stamattina, l’ho scritto di getto, ma non è venuto fuori solo dal mio cuore e dall’inconscio collettivo con cui siamo tutti collegati, ma da uno scambio di link e messaggi che ho avuto ieri sera con un’amica su facebook, Cinzia Carminati, che mi ha fatto conoscere questa splendida artista! Cinzia dipinge divinamente, come si vede dall’immagine qui accanto… Cliccando sul suo nome si possono ammirare i quadri nel suo blog e “Arte visionaria” è la sua pagina facebook… tanta bellezza vi aspetta! 😉

 

Cappelli collezione 2013/14 “I mutaforma”

A fine agosto, come l’anno scorso, ho ripreso a fare la cosa che amo più fare all’unicnetto, i cappelli di lana.

Ne ho fatti diversi, ma li devo ancora fotografare, quando lo farò inserirò le foto nella mia pagina facebook qui.

Ma questo modello volevo afrtelo assolutamente vedere, perchè è un Mutaforma, è un cappello double face che si può indossare in 4 modi diversi e anche di più…. eccolo 🙂

0CappelloDoubleFaceHat1ShapeshiftersHat2CappelloMutaformaViola3CrochetHatUncinetto4ShapeshiftersHatTi piace? 🙂

Quello qui sotto è lo stesso modello, ma in grigio, in pura lana vergine

CappelloMutaformaGrigioCappelloMutaformaGrigioLatoB3CappelloMutaformaGrigioLatoBCappelloMutaformaGrigio4

Espositore temporaneo per cappelli

Chi ama creare e ogni tanto fare qualche bancarella come me, sa che l’esposizione delle proprie creazioni è di fondamentale importanza!

L’esposizione è sempre importante, ma in particolare quella dei cappelli che, se non hanno un supporto adatto si afflosciano su se stessi e non rendono per niente l’idea della loro forma e bellezza.

Le soluzioni possono essere diverse, ad esempio appallottolare della carta e metterla dentro i cappelli. Oppure usare delle testine. Ci sono ad esempio quelle in polistirolo che hanno un prezzo abbordabile e tengono il cappello in forma. Oppure si possono riciclare le testine che usano i parrucchieri per provare i tagli, testine che, una volta inutilizzabili (per loro) vengono buttate! Quindi basta mettersi d’accordo col proprio parrucchiere e, una volta che le testine a loro non servono più, passare a fargli una visitina per poterle riciclare 🙂 come faccio io, usandole per i miei cappelli, come potete vedere dalle foto che trovate cliccando qui o sulla mia pagina facebook qui e qui.

Ma quando i cappelli son tanti l’uso delle testine diventa poco pratico perchè sono ingombranti e sommandone diverse pure pesanti. Inoltre per esporre tante testine bisogna avere un tavolo di grandi dimensioni, perciò come fare?

Beh, ci ho pensato un po’ ed alla fine ho trovato una soluzione per l’esposizione temporanea dei miei cappelli.

Se vi state chiedendo perchè temporanea, eccovi la risposta…

Perchè una volta finita l’esposizione si ritorna a casa leggeri…. leggeri come palloncini! 🙂

Come infatti potete vedere dalle due foto qui sopra basta gonfiare i palloncini, fare passare il cappio nel centro del cappello (in alto) ed appenderlo con una spilla di sicurezza in modo da poter sfruttare lo spazio anche in altezza. Una volta terminata l’esposizione farete felice qualche bambino regalandogli i palloncini! 🙂

Che ne dite vi piace come idea?

Avete trovato anche voi qualche soluzione originale?

Fatemi sapere! E se volete adottare la mia idea mandatemi qualche foto della vostra esposizione temporanea di cappelli!

Buona creatività a tutte! 🙂

La cappellaia folle crea “Angoscia col vento”

Oggi vi parlo del mio grande amore, i cappelli! ❤

Il mese scorso (si, ad agosto) ho seguito la mia ispirazione ed ho inizato a crochettare con la lana. Ho creato una dozzina di cappellini in lana, tutti modelli unici, da donna e lavorati con tecniche di uncinetto free form e iperbolico…. presto farò le foto…

… ma questo modello, molto particolare che non c’entra nulla con gli altri, visto che è un “cappello di scena”, ve lo voglio far vedere subito! 🙂

La sua storia ve la racconterò appena sarà terminato il video…

curiosi?

Eh eh… dovrete aspettare… 😉
Ma ora basta parlare…  ecco a voi la mia crea…tura:  “Angoscia col vento

Tutorial cappello unisex all’uncinetto

Oggi vi propongo un mio Tutorial per un Cappello unisex molto semplice e veloce da realizzare!

Come potete vedere dalla foto qui sopra si può portare in due modi, sia più lungo dietro, che un po’ più corto piegandolo sulla testa e formando una fascia. L’ho fatto per un mio amico che però non si è fatto fotografare e allora per fare queste foto, ho appuntato un fiore per renderlo un po’ più femminile ed ho usato la mia modella… lei non si lamenta mai e fa tutto quello che dico io! 🙂

Per farlo ho usato la meravigliosa lana che vedete in foto, è morbidissima, abbastanza grossa e lavorarla è un vero piacere!

Ne ho usati circa 150 grammi. Oltre alla lana e all’uncinetto adatto (io ho usato il 5 se non ricordo male) vi servirà pure un ago da lana senza punta.

Prima di partire con la semplicissima spiegazione, sappiate che le catenelle iniziali varieranno a seconda della circonferenza della testa di chi indosserà il cappello, ma anche a seconda della lana che usate, dell’uncinetto che usate e pure… della vostra mano, quindi è inutile dirvi quante catenelle fare! Per determinare il numero esatto di catenelle dovete fare delle prove creando dei campioncini per misurare la resa della lana.

Fate quindi il numero di catenelle che vi servono e chiudete in cerchio, quindi lavorate a spirale come segue:

Il primo giro a punto basso; I restanti giri a punto mezzo alto fino a raggiungere l’altezza di 31 cm, quindi potete spezzare il filo; Attaccate il filo alla parte iniziale, quella a punto basso e fate un bordino tutto attorno a punto gambero.

A questo punto rigirate il cappello dal rovescio, come vedete in foto (N.B. Per ingrandire la foto basta cliccarci sopra!), prendete circa 60 cmq di filo, infilatelo nell’ago e, tenedolo doppio, passatelo a zig zag attraverso le maglie dell’ultimo giro. Tirate il filo ben stretto, annodate le due estremità e date due punti con l’ago per fissare bene il tutto. Affrancate il fili ed il vostro cappellino è pronto!

Se volete potete anche aggiungere un fiore cucendolo direttamente sul cappello oppure fissandolo con una spilla di sicurezza, in modo da poterlo facilmente attaccare e staccare, potendo usare il cappello nelle due varianti di lunghezza.

Buon lavoro! 🙂

Cappelli e ispirazione

Non so voi, ma io ho un debole per i cappelli e più strani e particolari sono, più mi intrigano e mi affascinano.

E’ sempre stato così, anche da bambina li adoravo, ma mi vergognavo a metterli, anche perchè nella mia terra, la Sicilia, il clima non è poi così freddo e quando ero ragazzina solo qualche vecchietto andava in giro con la classica coppola e a quell’età, si sa, è il conformismo a prevalere. Ma anche allora il mio personaggio preferito di “Alice nel paese delle meraviglie” era il cappellaio matto!

Crescendo le cose (se vogliamo) cambiano, si affinano i propri gusti e si comincia a fregarsene di quello che può pensare la gente 🙂 … almeno per me è stato così e ne sono molto contenta!

E poi cambiano pure le mode… ed ora quando me ne vado in giro per la mia città, vedo moltissime persone indossare i miei tanto amati cappelli! 🙂

E quindi oggi con questo post voglio fare un omaggio ad un’artista americana, Lenore, che con i suoi meravigliosi cappelli mi ha donato un’ispirazione impareggiabile!

Non vengo facilmente colpita dai cappelli (o da qualsiasi altra cosa) che vedo in giro o nel web, forse a causa dei miei gusti un po’ eccentrici 🙂 ma lei mi ha lasciata a bocca aperta e col cuore colmo di gioia, quindi grazie Lenore!

Ecco qualcuno dei suoi fantastici modelli.

Se li volete acquistare vi basterà cliccare qui per entrare nel suo negozio su Etsy.

E quello che vedete qui accanto è il mio primo cappello ispirato ai suoi, in particolare a quello nero dell’immagine qui sopra. Ho scelto questa foto, che mi piace tanto 🙂 anche come immagine per il mio profilo.

Spero che anche voi siate stati ispirati da queste bellissime opere e per concludere questo articolo, vi lascio con le parole di Lenore: “We all have one thing in common though: creating things to make people happy. We all look forward to the day when the whole world will be beautiful all together.”