Siti interessanti: Raverly

Oggi vi voglio parlare di un sito interessante, si chiama Ravelry.

In Ravelry si incontrano persone che lavorano a maglia, all’uncinetto, designer, filatori, tessitori e tintori. E’ un luogo virtuale per tenere nota dei propri progetti, vedere quello che gli altri stanno facendo, trovare il modello perfetto e connettersi con le persone che amano giocare con filati provenienti da tutto il mondo.
Si trovano strumenti, progetti, informazioni e pattern, utili per cercare idee e ispirazione.

E si trovano anche dei gruppi
Mi sono da poco iscritta a Raverly ed ora faccio parte, anche se non attivamente, di alcuni gruppi in italiano… potete trovare la lista qui.

Di questi gruppi ho per ora letto solo la descrizione e quello che mi ha colpita di più è sicuramente “Il gruppo di aiuto per chi è affetto da LQA“, che mi ha fatto morir da ridere… anche se dice cose verissime ed ora so di avere una malattia che non pensavo di avere e dalla quale spero di non guarire mai! 🙂

Copio e incollo la descrizione del gruppo, che può essere utile ad altre malate … inconspevoli:-)

Buon divertimento! 🙂

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I sintomi della sindrome:

  • Hai in casa tre cassapanche di cedro, svariati cassetti, cinque credenze e ancora ti manca spazio per organizzare lana e ferri.
  • Quando vai in vacanza devi pianificare in anticipo l’itinerario in base ai negozi di filati della zona
  • Il tuo mantra è diventato “una sola riga di più”.
  • Hai sei progetti in corso
  • Stai programmando i prossimi sei progetti.
  • Ogni giorno guardi Ravelry per mettere in coda altri duemila progetti.
  • Ogni volta che trovi un nuovo pattern sgrani gli occhi e pensi: “ah questo lo devo assolutamente fare!”
  • Hai più lana di quanta tu ne possa lavorare in tutta la vita.
  • I tuoi occhi vedono così sfocato che avresti bisogno di una lente di ingrandimento 8x per vedere il modello ma vai avanti comunque.
  • Per i tuoi amici sei “la nonna”.
  • Ti sta per venire il tunnel carpale da ferro.
  • Oltre alla tua solita borsetta ne hai una extra dedicata al knitting.
  • Non puoi andare al mercato, o in un negozio di lana senza comprare almeno un gomitolo.
  • Prima di comprare quel gomitolo ti eri detta che non avresti comprato nulla.
  • Stai ridendo sotto ai baffi leggendo le ultime due righe perché ti succede almeno una volta a settimana.
  • Nella tua cronologia internet ci sono blog e siti che parlano di knitting e di lana.
  • Dimentichi di preparare la cena a tuo marito ma mai di andare avanti col lavoro.
  • Se ti senti chiamata in causa da queste poche righe sei una lanista quasi anonima. Non preoccuparti, non è curabile e la cosa andrà solo peggiorando, quindi fai un bel respiro profondo, prendi i ferri e vieni alla prossima riunione

I diritti del malato

  • Il diritto di avere la casa piena di lana.
  • Il diritto di dire che non comprerai più lana.
  • Il diritto di comprare ancora lana, tanta lana, anche si ha la cantina piena.
  • Il diritto di finire il giro, e poi quello dopo, e quello dopo ancora.
  • Il diritto di guardare i maglioni e i cappelli delle ragazze in coda al supermercato per capire se è fatto a mano, che pattern è, se c’è su ravelry, se è free.
  • Il diritto di scaricare ancora pattern. La nostra è una bulimia atipica. Non combattiamola
  • Il diritto di cominciare mille lavori insieme.
  • Il diritto di comprare ferri online dall’america.
  • Il diritto di partire con una valigia in più. Sia mai che là dove andiamo ci sia un negozio che vende un filato introvabile in Italia.
  • Il diritto di pianificare il viaggio in base ai negozi di filati.
  • Il diritto di occupare il divano per sferruzzare.
  • Il diritto di comprare un’altra rivista di maglia.
  • Il diritto di farsi fotografare con le proprie creazioni. ora.
  • Il diritto di stare su Ravelry per delle ore.